Venosa, la città di Orazio

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Incastonata tra le alture dell’Appennino Lucano, Venosa scruta da secoli l’orizzonte del territorio del Vulture. Questa cittadina del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, che dato i natali al famoso poeta romano Orazio, ha una lunga storia da raccontare.

La cittadina conserva ancora oggi nella sua parte più antica una struttura urbana di tipo romano. C’è il parco archeologico, con le antiche terme romane, i resti di ville private o domus patrizie, come quella del I sec. d.C. ribattezzata casa di Orazio, e l’anfiteatro. E poi le catacombe di origine ebraica e le tombe a ipogeo.

Il suo centro, invece, è ricco di palazzi d’epoca, come quello chiamato Calvino, del XVIII secolo, o il trecentesco Palazzo del Balì utilizzato come sede dai Cavalieri di Malta. E ancora, i Palazzi Dardes e Lauridia del XVIII secolo e Palazzo Rapolla del Seicento.

Ci sono poi le rovine del castello longobardo, e l’imponente Castello aragonese, con le sue quattro torri cilindriche, eretto da Pirro Del Balzo intorno al 1470.

Tra gli edifici sacri di maggior interesse spiccano la cinquecentesca cattedrale di Sant’Andrea, la chiesa di San Rocco e la seicentesca chiesa di San Filippo Neri. Ma soprattutto, la chiesa Incompiuta della Trinità: eretta su un tempio romano, la struttura fu arricchita secoli dopo con il primo monastero benedettino e ampliato ulteriormente dai normanni.

di Massimo Reina