Atzara, il borgo immerso nella Barbagia

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Nel cuore della Barbagia, circondata da una natura selvaggia e da una distesa di boschi, sorge Atzara, un comune italiano in provincia di Nuoro.

 Il borgo originario risale agli anni intorno al 1.000 e il suo centro storico, caratterizzato da edifici costruiti in prevalenza in granito, è suddiviso in un gruppo di antichi rioni: Su Fruscu, Lodine, Montiga e josso, Montiga e Susu, Sa Cora Manna, Su Cuccuru de Santu Giorgi e Tzùri.

Di una certa importanza la chiesa di San Giorgio, edificata anteriormente al 1205. Caratteristica è la chiesa parrocchiale di Sant’Antioco martire della fine del XV secolo, con semplice facciata liscia e grande rosone centrale, in stile gotico aragonese. La torre campanaria è precedente e di stile romanico. Nei pressi il palazzo signorile di epoca aragonese, detto “de Su Conte”. Anche la casa parrocchiale, poco distante appartiene a questo periodo.

All’interno del territorio comunale si trovano anche la chiesa campestre di Santa Maria de Susu, lungo la vecchia strada che collegava Atzara con Belvì: è l’unica testimonianza dello scomparso villaggio che lì sorgeva nel Medioevo.

Nei dintorni si conservano i resti di “domus de janas” (“tombe dei giganti”) e il nuraghe di Abbagadda (ossia “Acqua Calda”), con torre centrale di circa 6 m di altezza.

Curiosità: Atzara è famosa anche per i particolari costumi che fino a qualche tempo fa indossavano i suoi abitanti (oggi li veste solo qualche signora anziana), caratterizzati da colori vivaci e accesi, soprattutto quelli per donna. A completare l’abbigliamento vi era poi un copricapo chiamato “Tiaggiòla”. 

Altra curiosità: il paese è conosciuto fin dal Medioevo anche per la produzione vitivinicola di eccellenza, grazie alla presenza di numerosi vigneti che rivestono le colline circostanti e di un microclima particolare, e per la rinomata produzione di tappeti.

di Massimo Reina