Palazzolo Acreide, barocca dalle radici greche

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Pazzolo Acreide è un comune dei Monti Iblei, poco distante dal fiume Anapo e dalla Necropoli Rupestre di Pantalica. Oltre che Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, la cittadina fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

In ogni singola pietra dei suoi edifici sono evidenti i segni di una storia che ha origini antichissime. Elementi tipici dell’architettura greca si combinano così con le strutture elaborate e armoniose del barocco, regalando ai visitatori degli scorci davvero incantevoli.

Palazzolo Acreide è una cittadina ricca di palazzi, teatri e di magnifiche chiese, come quelle di San Paolo e San Sebastiano, costruite dopo il terremoto del 1693 che distrusse gran parte della Val di Noto, e dichiarate per la loro bellezza e storia patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO. Altre chiese degne di menzione sono la Chiesa di San Nicolò, riccamente decorata in stile barocco, e la più antica della città, quella dell’Annunziata.

Altre testimonianze della storia di Palazzolo Acreide sono visibili nei ruderi medievali del Castello bizantino, chiamato anche Rocca di Castelmezzano, oltre all’ottocentesco cimitero monumentale, che custodisce varie opere d’arte, e il giardino storico, ricco di arbusti rari.

La cittadina ospita svariati musei dove poter approfondire la conoscenza del territorio. Dalla Casa Museo Antonino Uccello, dove sono conservati oggetti e strumenti del passato collegati al mondo contadino, al Museo dei Viaggiatori di Sicilia, nato come spazio di valorizzazione del territorio siciliano, giusto per fare due esempi.

Appena poco fuori Palazzolo Acreide si trovano i ruderi di un complesso di edifici e del piccolo Teatro di Akrai, testimonianza della omonima colonia siracusana fondata attorno al 664 a.C., e le Catacombe dell’Intagliata e dell’Intagliatella, coi resti di tombe greche, romane, cristiane, ipogei ed abitazioni bizantine.

Nelle sue vicinanze si trova anche il sito dei cosiddetti Santoni, un complesso dedicato al culto principale della dea Cibele, con una serie di nicchie scavate nella roccia. Si tratta di un sito unico nel suo genere al mondo per la grandezza e la esaustività delle rappresentazioni.

di Massimo Reina