Carloforte il borgo dell’Arcipelago del Sulcis

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Sulla costa sud-orientale dell’isola di San Pietro, al largo della sub-regione del Sulcis-Iglesiente, si trova Carloforte, comune onorario della città di Genova e uno dei Borghi più Belli d’Italia.

La sua posizione, a pochi chilometri dalle coste della Sardegna e dalla vicina isola di Sant’Antioco, con la quale costituisce l’arcipelago, la rendono la meta ideale per gli amanti della natura e del mare, limpido e cristallino, da godere da una delle tante spiagge come la Caletta, sulla costa ovest, Bobba e Girin, sulla costa est, e a Capo Sandalo, Cala Fico. 

Il primo insediamento fu una cittadella fortificata sul costone più alto dell’isola, realizzata da emigranti genovesi, il “Castello”, che si dotò di un sistema di mura e fortini a causa degli attacchi di pirati. Una parte di esse sono ancora visibili al pari della “Porta del Leone”. Solo in un secondo tempo si formò un borgo nella parte pianeggiante, di fronte al porto.

Oltre al fascino e alla bellezza tipica dei borghi marinari, Carloforte si fa bella di alcuni interessanti monumenti. Tra quelli sacri ci sono la chiesa dei Novelli Innocenti, antecedente alla colonizzazione dell’isola, eretta in memoria dei bambini della “Crociata dei fanciulli” del 1212, annegati al largo dell’isola di San Pietro a seguito del naufragio di due delle navi sulle quali viaggiavano.

Da non dimenticare anche la Chiesa della Madonna dello Schiavo, che accoglie la statua venerata dai carlofortini esuli in Tunisia. A sud dell’abitato di Carloforte, in zona detta Spalmadureddu, sorge invece torre San Vittorio. Costruita nel 1768 era l’avamposto difensivo a sud della cittadina. Nel 1898 la torre fu convertita a osservatorio astronomico, e nel 2016 in Museo Multimediale sulla storia dell’isola.

Curiosità: Carloforte è legato alla Liguria. In paese si parla il dialetto, aspetto e consuetudini dei suoi abitanti sono simili a quelli dei cittadini liguri. Motivo? Nel 1720 la Sardegna passò per questioni di successione dalla Spagna ai Savoia, e una lontana colonia ligure di pescatori di corallo su un’isolotto della Tunisia dovette essere abbandonata. I suoi abitanti furono quindi trasferiti qui.

di Massimo Reina