Civita il paese del Ponte del Diavolo

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Immersa nel verde del Parco nazionale del Pollino, su un altopiano a circa 450 metri s.l.m a strapiombo sulle strettissime gole del fiume Raganello, sorge Civita, un comune italiano di 921 abitanti.

La cittadina è soprannominata “il paese del Ponte del Diavolo”, per via del suo caratteristico ponte medievale in pietra, e “il paese tra le rocce”, per via delle montagne verdi che circondano la sua vallata.

Civita è tra le storiche comunità albanesi d’Italia, che si insediarono nel territorio nel XV secolo per fuggire dalle persecuzioni turche. La sua struttura urbana, è quella tipica che gli albanesi chiamano “gjitonia”, caratterizzata da viuzze e slarghi che si intersecano le une negli altri. Essa ha anche un significato sociale.


Tra le particolarità delle costruzioni del centro abitato, i comignoli, delle vere e proprie opere d’arte imponenti e dalle forme capricciose, diversi per ogni casa, e le cosiddette “case di Kodra” o “parlanti”, una sorta di omaggio al pittore albanese naturalizzato italiano Ibrahim Kodra. Si tratta di abitazioni molto piccole, con finestrelle, canna fumaria e comignolo, la cui facciata richiama con evidenza la faccia umana.


Civita è un centro turistico noto per le sue bellezze naturali, il Ponte del Diavolo, le Gole del Raganello, la Timpa del Demanio, e il Parco del Pollino. Sono superbe le montagne rocciose e suggestive del “canyon” del Raganello.

Curiosità: a Civita c’è un museo etnico arberesh che al suo interno, oltre ai costumi originali albanesi, ospita strumenti, attrezzi della civiltà contadina, più foto e curiosità varie.

di Massimo Reina