L’antico borgo-presidio di Acerenza

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Acerenza è un comune che sorge su un altipiano dai fianchi ripidi, tra il fiume Bradano e il suo affluente Fiumarella. Fa parte dei Borghi più Belli d’Italia.

Il paese è stato storicamente molto importante dal punto di vista strategico per la difesa del territorio. Non a caso nel VI secolo a.C. il territorio ospitava già degli insediamenti urbani, e sul luogo dell’attuale abitato i greci edificarono Acheruntia, citata come “Fortezza di guerra” e “presidio”.  Fu uno dei centri del conflitto tra la Chiesa d’Oriente e quella romana, cui rimase fedele.

Il nucleo storico di Acerenza, che sovrasta il territorio sottostante da una collinetta, è di tipo medievale realizzata dai longobardi, anche se si notano influenze romane, bizantine e normanne. Le case in mattone e pietra accatastate le une sulle altre, coi tetti con le tegole marroni, si inseguono e aggrovigliano quasi a formare, con le stradine strette, una serie di cerchi fino al centro del borgo.

Il centro storico mantiene ancora importanti testimonianze storiche, come del resto l’intero paese, con edifici del XI-XVIII secolo, come la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo in stile romanico con influenze gotiche, o la Chiesa di San Laviero Martire del 1065. La cattedrale mostra dei sarcofagi romani nella base del campanile.

Altri monumenti storici di particolare pregio sono poi la Fontana di San Marco in stile neoclassico, il convento risalente al secolo XV-XVI e il busto dell’imperatore romano Giuliano. Ma la storia la si può anche raccontare attraverso la cucina: ed ecco quindi che ogni anno il paese organizza il Festival Dei Piatti Tipici, dove degustare buoni vini, formaggi e salumi caserecci.

Oppure piatti della tradizione come i “sasanidd”, pasta a forma di petali di fiore cotti nel mosto con l’aggiunta di pezzettini di mele cotogne, e le lasagne farcite con uvetta, noci, mandorle tritate, cannella e insaporite con del vino cotto.

di Massimo Reina