Monterosso Almo un vero borgo rupestre

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Sui Monti Iblei, a pochi chilometri dalla vetta di Monte Lauro, sorge Monterosso Almo, uno dei tre comuni montani della provincia di Ragusa, il secondo meno abitato della zona dopo Giarratana.

Le origini di Monterosso affondano nella notte dei tempi, come dimostrano i reperti archeologici trovati nel vicino parco-necropoli di Calaforno e nell’abitato di monte Casasia. Un’area culla di civiltà, dai villaggi preistorici agli insediamenti dei Siculi, fino ai segni del passaggio successivi di varie culture.

La struttura attuale, tuttavia, è del periodo successivo all’11 gennaio del 1693: quel giorno, la Sicilia orientale venne colpita da un terribile terremoto che distrusse gran parte delle cittadine dell’Isola. A Monterosso rimasero in piedi solo pochi ruderi ancora oggi visibili, come la cappella di Sant’Antonio e il Mulino Vecchio.

Altri edifici di particolare interesse culturale e storico sono la Basilica di San Giovanni Battista, il patrono che si celebra il 24 Giugno, la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, la Chiesa di Sant’Antonio Abate e la Chiesa di Sant’Anna. In paese, il cui tessuto urbanistico riporta alla mente quello di alcuni borghi medievali in pietra, vengono inoltre organizzati importanti eventi culturali come per esempio il Concorso di poesia “Luigi Blundo”.

Immersa nel verde e circondata da lussureggianti boschi, a Monterosso Almo è anche possibile effettuare una serie di percorsi studiati attraverso itinerari che includono siti di valore storico, archeologico e naturalistico. Un esempio è il complesso rupestre Grotta dei Santi, che arriva fino all’abitato di Licodia Eubea, dove è possibile ammirare numerose sepolture sub-divo e abitazioni scavate nella pietra.

 

di Massimo Reina