Ferla il borgo della via sacra

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Il comune di Ferla si trova nella parte ovest della provincia di Siracusa, sui Monti Iblei, all’interno della valle dell’Anapo. E’ uno dei Borghi più Belli d’Italia.


Il nome deriva dalla famiglia di feudatari, de Ferula, che nel Medioevo regnava sul territorio. Il borgo si formò proprio attorno al loro castello, caratterizzato da un complesso di case-grotta e da un intricato sistema di vicoli e stradine.

La composizione urbana variò tuttavia dopo il terremoto del 1693, che cancellò per intero la cittadina medievale comportando la perdita di 800 abitanti, e portò allo spostamento dell’abitato più a nord, dove venne riedificato tenendo solo in parte in considerazione il vecchio schema.

Ferla è in una zona culla di civiltà e densa di resti e testimonianze storiche, insediamenti paleocristiani, tracce dell’influenza ellenistica e romana, segni del passaggio di varie civiltà, soprattutto bizantina.

Segni di alcune di queste culture si possono ritrovare anche negli edifici sacri, quali la chiesa di San Sebastiano, costruita nel 1481 e ricostruita dopo il terremoto. E poi in quella di Sant’Antonio Abate e di Santa Maria di Gesù, nel Convento dei Frati Minori Riformati e nella chiesa della Madonna delle Grazie, quasi tutte poste su un percorso la “via sacra”, un vero e proprio scenario barocco.

Altri segni delle antiche civiltà che hanno vissuto nell’area si trovano nei dintorni di Ferla. A pochi chilometri c’è per esempio il sito di Pantalica dove si possono agevolmente visitare le necropoli sparse lungo la collina, il villaggio bizantino di S. Micidario (‘u trabucchettu), l’Anaktoron o Palazzo del Principe, e si può scendere in fondo alla valle dove le freschissime acque del torrente Calcinara scorrono incassate tra le alte pareti del canyon.

Ferla si può “vivere” e gustare durante tutto l’anno, ma è nel periodo natalizio che forse riesce ad affascinare e conquistare i suoi visitatori: le melodie del canto delle novene, i cantori muniti di flauto, zampogna e fisarmonica che girano per le vie del paese e l’atmosfera generale sembrano trasformare l’abitato in un luogo senza tempo, quasi magico, dove perdersi tra i suoni e gli odori tipici della Festa.

di Massimo Reina