Roseto Valfortore: il borgo dei mulini e del tartufo nero

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In una posizione strategica, dove ha origine il fiume Fortore, sorge Roseto Valfortore, un antico paesino rurale in provincia di Foggia. Il suo borgo fa parte del club dei Borghi più Belli d’Italia.

Roseto Valfortore fa parte della comunità montana Sub-Appennino Dauno Settentrionale. Nei suoi dintorni si trovano quindi l’Osservatorio di Ecologia Appenninica, dove apprendere tutto sulla fauna e la flora dell’Appennino Dauno, e il Museo di Arte Antica, che raccoglie le testimonianze sugli usi e i costumi delle popolazioni locali.

Il museo è ospitato all’interno di due mulini ad acqua ancora funzionanti, nei complessi del Mulino Vecchio a monte e del Mulino a Valle, restaurati di recente e che testimoniano a loro volta la secolare cultura contadina del territorio. Un tradizione rurale che si respira all’interno del paese.

Entrando nel borgo antico, che secondo alcuni storici avrebbe origini romane, troviamo un centro storico molto suggestivo, dove spiccano la Torre e il Palazzo Marchesale, attorno ai quali si sviluppano, chi vicino, chi un po’ più distante, altri edifici d’epoca, l’anfiteatro e la chiesa Madre, costruita nel 1507 per volere del feudatario Bartolomeo III Di Capua.

Roseto Valfortore è famoso anche per il suo pregiato tartufo, a cui ogni anno viene dedicata una sagra, disponibile in diverse varianti, come il tartufo nero, il bianco, il bianchetto e l’uncinato. Tutti da gustare a tavola, magari per insaporire piatti di pasta casereccia, l’agnello con le patate e i dolci con il miele o il vino cotto.

di Massimo Reina