Gli effetti delle vacanze sui bambini

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Se le vacanze fanno bene a mamma e papà, figuriamoci quanto possano essere positive per i bambini! Dopo un anno passato tra i banchi di scuola o tra le mura della materna, anche loro hanno voglia di fare esperienze nuove e divertenti, specialmente se i loro ciceroni sono due genitori che vogliono infondere nei loro figli la passione per il viaggio. Io e Daniele siamo genitori di due gemelle, ora le ragazze hanno 6 anni e mezzo, ma fin da quando erano bimbe piccole piccole, sono sempre state nostre fedeli compagne di viaggio.

Probabilmente andare in giro senza di loro non sarebbe lo stesso, non creerebbe gli stessi ricordi, con questo non voglio dire che è sbagliato partire senza i figli, ma che farlo con loro aggiunge al viaggio quel brivido di imprevedibilità che in due non esisterebbe.  I viaggi di famiglia fanno bene alla famiglia, come i viaggi di coppia sono una medicina per l’unione dei genitori. Questa cosa è certificata. Fidatevi.

Proprio oggi, mentre facevo questo ragionamento con delle amiche, ho ricevuto un comunicato stampa molto interessante in cui si parla degli effetti positivi dei viaggi sui bambini e la cosa mi ha incuriosita molto per diverse ragioni ma la principale è una: ho ragione quando dico che infondere nei figli la passione per il mondo li rende liberi e felici? Devo dire che avere ragione mi piace molto ed infatti leggo che: “Le vacanze contribuiscono all’aumento nei bambini della salute mentale e fisica ed il quoziente intellettivo ad essa associato. Inoltre, il cambiamento di ambiente stimola l’attività del lobo frontale favorendo l’apprendimento e incrementando diverse funzioni tra cui le capacità di concentrazione e di organizzazione.”

WOW! Ora si che si ragiona, queste parole mi piacciono molto, si dicono cose importanti, ma il comunicato si spinge oltre e renderebbe orgogliose molte famiglie travel in giro per il mondo “ricercatori e pediatri sostengono che vi sia un aumento nel livello di felicità nei bambini durante una vacanza o la sua preliminare pianificazione con i genitori. Tutto questo genera aspettative di viaggio, emozioni positive che si riflettono anche sulle interazioni familiari.

La Dott.ssa Gabriele Haug-Schnabel, esperta del comportamento umano, afferma che: «Per molte persone, vale quanto segue: vacanze, ma anche brevi tour o escursioni, regolari producono un miglioramento della soddisfazione della vita, Life Satisfaction. Visitare nuovi luoghi e confrontarsi con realtà differenti aiuta ad abbattere i pregiudizi e rendere più comprensivi, permettendo di allentare i vincoli della realtà quotidiana».

Viaggiare con i figli è difficile, viaggiare con due gemelle a volte lo è o lo è stato ancora di più ammettiamolo, mette a dura prova molti aspetti della vita familiare come ad esempio la complicità, la capacità di adattamento, l’astuzia di trasformare qualcosa di potenzialmente noioso in un’esperienza avventurosa con qualche racconto inventato per l’occasione, come quando l’anno scorso portammo le gemelle in Sicilia per visitare il castello di Donnafugata.

Cosa mai poteva interessare a loro? Il nulla! Così, stanza per stanza inventai storie di dame e signori passando da un abito d’epoca all’altro, di balli e intrighi thriller e loro, trotterellando, curiosavano e scoprivano con l’ingenuità e la curiosità di due giovani esploratrici.

Fonte delle informazioni HomeToGo

di Alessia Mariani