Chianalea la Venezia del sud

CONDIVIDI SU FACEBOOK

Scilla, un nome che evoca antichi Miti e terrificanti mostri, ma anche quello di una bellissima cittadina affacciata sul Mar Tirreno, col suo caratteristico borgo di pescatori, Chianalea. Proviamo a conoscerla meglio.

Scendendo lungo il promontorio su cui sorge Scilla, con le casette che si accalcano tra di loro per comporre un tessuto urbano da cartolina, si giunge al borgo di Chianalea. Passeggiando tra suggestive stradine che conducono direttamente sul mare, inebriati dal profumo di piatti a base di pesce spada cucinati in uno dei tanti localini che affacciano sul porticciolo, è facile lasciarsi incantare dall’atmosfera quasi magica che si respira nel quartiere.

La vista mozzafiato sul Tirreno, con le barche colorate che si muovono sospinte dalle onde, i pescatori che sotto casa, a seconda dell’ora, raccolgono e riparano le reti per la pesca, o si preparano a partire per affrontare una nuova giornata in mare, restituiscono l’immagine quasi artistica di un dipinto vivente. D’altronde questo antico borgo marinaio ha saputo ispirare negli anni le opere di tanti artisti famosi, come per esempio Renato Guttuso.

Nel cuore del borgo, sullo “Scaro Alaggio”, cioè dove i pescatori ancorano le proprie barche per tenerle a riparo dalle onde, si trova l’ex Palazzo Scategna, così chiamato dal soprannome dato a uno dei proprietari membro della famiglia Zagari, per aver frequentato la scuola “Scategna” di Napoli. Si tratta di uno splendido edificio cinquecentesco, già dimora della famiglia De Nava e dei Ruffo di Calabria, che oggi è stato trasformato in hotel.

A “vigilare” su tutto c’è l’imponente Castello dei Ruffo, che da sopra la rocca dove forse Omero immaginò ci fosse un terrificante mostro, domina il paesaggio sottostante. Da questo edificio, inizialmente nato a scopo militare e poi riadattato ad uso residenziale dal conte Paolo Ruffo 1532, si può godere un meraviglioso panorama che comprende le isole Eolie e la costa siciliana.

Curiosità: Scilla è stata per secoli una fonte inesauribile di miti e di leggende. La più famosa la vede come un terrificante mostro a sei teste, che secondo la mitologia greca affondava le navi e divorava gli sfortunati marinai che passavano in prossimità della sua tana.

di Massimo Reina