Cascata delle Marmore: quando il rafting ti da quella giusta dose di adrenalina di cui hai bisogno

CONDIVIDI SU FACEBOOK

Sapete vero che la Cascata delle Marmore è tra le più alte in Europa? Può contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti e  si trova lungo la valle scavata dal fiume Nera e lo sapete che il suo nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che sono simili a marmo bianco?

La leggenda narra che una creatura fatata, una ninfa di nome Nera, si innamorò del giovane pastore Velino. Per i due era difficile frequentarsi perché appartenevano a due mondi troppo diversi. Giunone, infuriata, trasformò la ninfa Nera in un fiume perché aveva trasgredito le regole che non consentivano l’amore con gli esseri umani. Velino si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore credendo che Nera stesse annegando in quelle acque che prima non c’erano. Giove, per evitargli morte certa, durante il volo lo trasformò in acqua, così da salvarsi e ricongiungersi con Nera per l’eternità.

La cascata delle Marmore poi, non è solo una meraviglia da guardare è anche il luogo in cui puoi metterti alla prova fisicamente e scendere lungo il fiume con un gommone sfidando la sorte lasciandoti trascinare dalla forza della natura facendo RAFTING!

Nonostante io viva a Terni da sempre e abbia da altrettanto tempo visto innumerevoli volte la cascata delle Marmore, non ero mai stata né curiosa né minimamente interessata a scendere il fiume ma, complice la mia ritrovata voglia di mettermi alla prova fisicamente unita all’invito del Centro Rafting Marmore per l’apertura della stagione estiva 2017 mi sono detta: VAI!

Una volta raggiunto il punto di raccolta e dopo una colazione per conoscersi un po’ siamo stati muniti di tutta l’attrezzatura necessaria per non morire di freddo nelle acque del Nera: muta, scarpe e giacchino.

Consegnate le attrezzature  c’è il momento formativo, ovvero tutte le istruzioni necessarie per muoversi con il gommone:

  • come evitare il ribaltamento totale,
  • come ripescare un compagno caduto,
  • cosa fare per la retro,
  • le posizioni di sicurezza e tutte le situazioni più critiche in cui ci saremmo potuti trovare.

Ora, tralasciando il panico che ti sale quando senti: manovre di sicurezza anti ribaltamento, il personale è stato molto tecnico e chiaro nelle spiegazioni, fornendoci tutti gli strumenti informativi necessari per goderci la discesa in piena sicurezza.

Tutta l’esperienza comincia lì, dove l’ultimo salto della cascata si infrange a terra: sali sul gommone e segui le istruzioni. Tutto facile. O quasi.

L’acqua tira, spinge, strattona, ti sbatte a destra e sinistra e tu, sul tuo gommone, devi imparare non tanto a domarla ma ad assecondarla per far si che si comporti come tu vuoi. Uno sport veramente fisico, intenso, senti il tuo corpo lottare contro la corrente e contrastare le discese, ti protrai in avanti per scendere e spingi con tutto i tuoi muscoli quando senti gridare STOOOP – INDIETRO! Durante il percorso affronti salti, discese, mulinelli, cadi e urli come per un effetto di catarsi, gridi perché scarichi la tensione ma gridi anche per l’adrenalina che ti invade il sistema ti spinge al massimo.

A fine discesa sei felice, ti senti in pace con il mondo, se avevi paura sai di averla superata, se pensavi di avere dei limiti, sei consapevole di aver fatto un passettino avanti per poterli superare, sai che sei accompagnato da personale competente e fidato, ti senti al sicuro ma un po’ fuori dalla tua zona di comfort e quando scendi sulla terra ferma hai fame: fame di riprovare, fame di esperienza, fame di voglia di scoprire, fame di vita e, fame, si si proprio fame! Mangerete come quando eravate bambini e la mamma vi preparava la merenda: di gusto!

Il rafting è entrato a far parte del mio diario di viaggio, ora c’è il prossimo step: HYDROSPEED e non vedo l’ora che sia agosto per buttarmi nelle gelide acque del Nera e scendere a valle.

di Alessia Mariani