Le persone che viaggiano da sole sembrano essere più intelligenti, scopriamo cosa dice lo studio effettuato!

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Secondo uno studio condotto dal British Psycological Society, le persone più smart, sveglie e sembrerebbe anche più intelligenti hanno maggiori possibilità di sperimentare una soddisfazione minore della vita a causa di una socializzazione frequente degli amici.

La ricerca riporta in luce probabilmente una spiegazione di origine darwiniana ovvero l’evoluzione ci ha portato naturalmente alla condivisione, alla ricerca di persone con cui condividere la vita, alla creazione di clan, gruppi, società, città, dove la vita viene con-divisa e frammentata attraverso centinaia di persone altre da noi, da questo si evince però che le persone, come afferma rivastudio.com, più intelligenti hanno un cervello meno primitivo ed è per questo che non sentono il bisogno di condividere la vita.

I dati del sondaggio effettuato su un campione di 15.000 persone di età compresa tra i 18 e 28 ani, hanno determinato quindi che coloro che vivevano in città erano generalmente meno felici di coloro che vivevano in zone rurali.

Lo studio ha giustificato questa constatazione con la “Savanna theory of hapiness”. Hanno paragonato la vita più rurale a quella degli antenati  che viaggiavano alla ricerca delle altre tribù formando il fondamento evolutivo di ciò che rende felice la gente ora: la comunione.

Ma se per molti la socializzazione è vita, talmente tanto importante da determinare il grado di felicità, per le persone fortemente intelligenti è l’esatto opposto: più stanno sole più sono felici.

Uno psicologo ha teorizzato che le persone più intelligenti hanno la tendenza ad isolarsi per non avere distrazioni, per focalizzarsi e concentrarsi, così come per i viaggi.

Viaggiare in solitaria quindi ti mette alla prova, sei te con il mondo, sei te con tutto il resto che ti circonda e non devi concordare, scendere a compromessi, puoi godere del qui ed ora in qualsiasi istante senza dover per forza confrontarti, discutere, o parlare. Questo a primo avviso potrebbe sembrare una debolezza, o una sorta di incapacità di relazione, ma vista da una diversa angolazione, è la manifestazione epidermica di una sensibilità tangibile.

Questo studio condotto però espone il fianco a diverse domande “marzulliane”: chi preferisce isolarsi è intelligente perché socializza meno o socializza meno perché è più intelligente?

Compriamo il primo biglietto aereo per stare un po’ da soli e capire chi ha ragione?

di Redazione