Wadi Bani Khalid: jeep safari su una 4×4

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L’Oman è un Paese molto bello e relativamente tranquillo, dove il turismo “di massa” si  sta affacciando solo da poco tempo. Anche per questo, forse, il sultanato mantiene ancora intatto un certo fascino. Di certo, data la sua natura, si presta ad un viaggio dov’è possibile vivere qualche piccola avventura.

Fuoristrada

Per provare qualcosa di diverso e dare sfogo al (pigro) avventuriero che è in noi, basta noleggiare un bel fuoristrada, o meglio ancora un autista con mezzo (come ha fatto il sottoscritto), prendere la statale Nizwa-Sur fino a un punto ben preciso dove si vede una sorta di sentiero, e lì uscire dall’autostrada per immettervisi. Dopo pochi minuti si arriva a un wadi.

Wadi Bani Khalid

Il Wadi Bani Khalid è uno dei più famosi dell’Oman, e si snoda per circa una ventina di chilometri attraverso un percorso accidentato che si inerpica tra gole e montagne, attraversando fenditure nella roccia, piccoli torrenti, canyon mozzafiato e villaggi dove il tempo sembra essersi fermato, ma dove gli abitanti sono molto cordiali, a patto ovviamente di comportarsi con un certo rispetto per le loro tradizioni.

Su e giù per il canyon

Le strade sono senza protezione e il fondo stradale è molto sconnesso, per cui bisogna davvero essere abili a mantenere l’auto in pista e a non finire sul letto di uno tra l’Ain Hamouda, Ain al Sarooj e Ain Dawwa, cioè a dire i fiumiciattoli che concedono un po’ di sollievo agli abitanti di questo luogo. Di certo, per i più abili, guidare qui è un vero spettacolo, emozionante e adrenalinico.

Una natura incontaminata

A circa metà percorso i colori cambiano un po’, appare qualche palma e ci si imbatte in un grande bacino d’acqua dolce dalle sfumature cromatiche indescrivibili. Il suo verde-smeraldo, che sembra vibrare sotto i riflessi del sole, fa da contrasto col grigio e marrone delle imponenti pareti rocciose tutt’attorno. Scesi dalla vettura difficilmente si resiste alla voglia di farci un bagno rinfrescante. E poi il clima lo consente e dopo si deve riprendere il percorso, sotto al sole cocente, anche se seduti dentro a una confortevole jeep.

di Massimo Reina