Salemi la città “araba” di Sicilia

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Salemi, un piccolo gioiello arabo-medievale incastonato nel cuore della Valle del Belice, tra colline coltivate a vigneti e uliveti, e un castello che dal centro sembra vigilare sui suoi abitanti. E’ uno dei Borghi più belli d’Italia e noi vi aiutiamo a scoprirlo.


Nonostante le dimensioni, Salemi è un luogo intriso di storia e può vantare un immenso patrimonio artistico monumentale. Il paese venne fondato dagli Elimi molti secoli prima della venuta di Cristo, col nome di Halyciae. Nel corso dei secoli ha poi visto la presenza di romani, arabi e normanni.

La storia multi-culturale del borgo è evidente già dalla sua conformità: Salemi incarna la cultura e l’architettura delle tre religioni monoteistiche, cioè a dire quella cristiana, quella ebraica e quella musulmana. Ospita infatti molte chiese, ma anche il quartiere ebraico della Giudecca e quello islamico del Rabato.

Furono proprio gli arabi a erigere il castello, la cinta muraria e a ribattezzarla Salemi, forse in onore di “Saleiman”, figlio del comandante che conquistò Halyciae, o dai termini “Salam” (città salubre e sicura) o “Salem” (pace).

Uno dei luoghi più belli del borgo è certamente piazza Alicea (o Alicia), con i ruderi dell’antico Duomo distrutto dal terremoto del Belice del 1968,  e  l’imponente Castello Svevo- Normanno eretto da Ruggero il normanno intorno al 1077 sulle preesistenti fortificazioni arabe, poi rimaneggiato nel XII sec. da Federico II di Svevia. Oggi è sede di musei e convegni culturali.

Salemi è famosa anche per la particolare lavorazione del pane casereccio, tant’è che è soprannominata la “Città dei Pani”. I panettieri locali, infatti, realizzano questo cibo con le forme più disparate, come quelle di animali, fiori e simboli del cristianesimo, soprattutto in occasione delle feste di San Biagio e di San Giuseppe.

Il borgo ospita in tal senso anche un “Museo del Pane Rituale”, che mostra ben 1.000 forme della tradizione salemitana e della tradizione siciliana.

di Massimo Reina