Pienza perché è così facile innamorarsi di lei?

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La storia di Pienza è strettamente legata al suo fondatore: Papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, che vi nacque nel 1405 da genitori membri della nobile famiglia senese che i rovesci politici avevano confinato nella proprietà di campagna.

Foto di yanivbaFlickr

Enea Silvio Piccolomini, intrapresa la carriera ecclesiastica e divenuto Papa, volle che in questo luogo, che aveva visto la sua nascita, sorgesse una città il cui nome ricordasse il suo papato. II Piccolomini non voleva una città qualunque ma un centro urbano fortemente degno e in ideale antitesi con l’altra città che l’aveva, con la sua famiglia, ingiustamente emarginato: Siena.

In soli tre anni, dal 1459 al 1462, sorse Pienza, la Città d’Autore, la Città Ideale, la Città Utopia.

Per la bellezza del suo centro storico rinascimentale nel 1996 Pienza è entrata a far parte dei Patrimoni naturali, artistici, culturali dell’UNESCO, seguita poi nel 2004 dalla stessa zona valliva in cui sorge: la Val d’Orcia, ma di lei parleremo in un editoriale a parte perché merita veramente.

Foto di Oschirmer

Il patrimonio storico artistico di Pienza si concentra nella piazza dedicata a Pio II, tagente alle via principale e posizionata lì dove il territorio si protende verso la Val d’Orcia, il duomo è posizionato sul lato maggiore e il palazzo Piccolomini alla sua destra mentre a sinistra il palazzo vescovile, la pavimentazione in cotto crea un reticolato prospettico allargando così il punto di vista del visitatore. Una vera esperienza architettonica rinascimentale che incarna perfettamente il concetto di città utopica.

Pienza è un piccolo, piccolissimo gioiello incastonato in una vallata verde e rassicurante, che ti accoglie a braccia aperte e ti entra nel cuore…e nella pancia!

Si perché se visiterete Pienza non potrete fare a meno di assaggiare il loro pecorino stagionato in barrique di legno di rovere per un minimo di 90 giorni. Passeggiando per il borgo incontrerete sicuramente molti negozi che vedono prodotti tipici, e molte varietà di pecorino, più o meno stagionato, che potrete assaggiare insieme a molti altri prodotti locali tipici.

di Alessia Mariani