Ragusa Ibla: una perla tutta da scoprire tra scorci magici e gastronomia tipica

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Ragusa Ibla è il cuore storico e pulsante della città di Ragusa. Un quartiere elegante e dal fascino senza età grazie ai numerosi palazzi medioevali e barocchi, e alle chiese che la abbelliscono. La città fa parte del patrimonio dell’umanità della Val di Noto e 18 dei suoi edifici sono protetti dal patrocinio dell’UNESCO.

Nel corso della sua lunga storia, gli abitanti dell’attuale Ragusa hanno vissuto la dominazione di vari popoli, dai bizantini ai greci, dai romani agli arabi fino a normanni. Tracce di tutte queste dominazioni si trovano ancora oggi tra le architetture degli edifici, i resti archeologici e in alcune ricette e tradizioni della cucina locale. Nel 1693 vene rasa al suolo da un terribile terremoto e da lì nacque in questa sua nuova, particolare veste, che la vede “divisa” in due parti.

Pare infatti che i sopravvissuti alla tragedia non fossero d’accordo su dove ricostruire la loro città. Così quelli più aristocratici ne costruirono una nuova in un sito diverso, poco più in alto, che oggi conosciamo come Ragusa “Superiore” o “Alta”; mentre il resto della popolazione decise di ricostruirla sul sito originale, su un crinale in fondo a una gola, cioè a dire l’attuale Ragusa Ibla. Le due città rimasero separate fino al 1926, quando vennero unificate per diventare il capoluogo della provincia, ruolo fino ad allora “svolto” dalla cittadina di Modica.

Avvicinandosi dall’autostrada o dalla parte alta della città, non isi può non rimanete abbagliati da quell’agglomerato di case, chiese e palazzi civili accatastati l’uno sull’altro, praticamente aggrappati alle pareti della gola, quasi come in un presepe. Una volta penetrati nel cuore di Ragusa Ibla, ci si ritrova immersi in un ambiente barocco, dove tra la Basilica di San Giorgio, costruita nel 1738 da Rosario Gagliardo, coi suoi 200 gradini e la cupola neoclassica aggiunta nel 1820, il curatissimo Giardino lbleo che offre alcune splendide viste delle aree circostanti, la Chiesa di Maria delle Scale che si trova tra Ragusa Superiore e Ragusa Ibla dallo stile gotico catalano raggiungibile attraverso 242 gradini, o il decoratissimo Palazzo Cosentini.

Ragusa Ibla non è solamente arte e cultura, ma anche buona cucina. Fermarsi in uno dei tanti bar presenti nella zona per gustarsi un bel gelato artigianale o una tipica granita siciliana, è uno dei modi migliori per rilassarsi un attimo e immergersi di più nella storia di questa cittadina.

In una qualsiasi delle trattorie o dei ristoranti sparsi lungo le strade, si possono poi gustare i piatti tipici della tradizione ragusana, da quelli da strada, come i famosi Caciocavallo Dop grigliati alla piastra o serviti con salumi locali, alle squisite scacce, una sorta di focaccia ripiena di ricotta e cipolla, ricotta e salsiccia o pomodoro e melanzana, fino ai cibi da tavola, come i cavati o i ravioli alla ragusana e la pasta a quadrettini cotta nel brodo di gallina. Il tutto accompagnato da uno dei vini di produzione locale: Ragusa vanta in tal senso marchi conosciuti a livello nazionale e una varietà notevole di tipologie e gradazioni alcoliche.

di Massimo Reina