Un lungo viaggio: 5 motivi per farlo il prima possibile

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A volte sentiamo qualcosa dentro che ci dice che dobbiamo cambiare, sentiamo qualcosa nascere dal profondo ma che somiglia di più a quella fame indefinita che non riusciamo a decifrare: dolce o salato?

Stessa cosa succede quando pensiamo di voler  partire: decidi di guardare le offerte aeree e poi inizi a pensare: e le ferie? Quanti soldi ho? Come mi organizzo per la casa? Ma dove vado poi? Parto sola? Mi aggrego?

Quando decidi di partire per un lungo viaggio devi lasciarti tutto alle spalle e fare, quello che fu per Indi (Indiana Jones e l’ultima crociata), il salto della fede e buttarti. Perché qualsiasi cosa deciderai di fare, ti cambierà nel profondo e allora, se sei nella terra di mezzo e non sai cosa fare, ti do 10+1 scuse per prendere uno zaino e partire.

1- Ho sempre sognato di farlo – Se la pensi così, sei sulla buona strada. Una volta aggiustate tutte le questioni in sospeso, devi solo fare un gran respiro e lasciarti andare, sarebbe veramente un peccato vivere con un rimorso. Se vuoi, PUOI.

2- 1 settimana è troppo poco – Vero, ma dipende, cosa vuoi fare? Stare via per molto tempo o andare molto lontano? Il viaggio dipende solo da te, solo tu puoi scegliere dove come e quando. Tu sei qui, tu sei ora. Tu puoi scegliere.

3- Io non so chi sono – Il viaggio ti mette di fronte solo te stessa, sei tu, è il tuo corpo in movimento e la tua anima aperta al mondo. Scoprirai cose di te che non immagini nemmeno, scoprirai il tuo spirito di adattamento, capirai che a volte abbiamo bisogno di molte meno cose, che il superfluo è una zavorra che ti ancora, che ti tiene legata a terra, comprenderai probabilmente il vero significato di “less is more” e lo capirai solo appoggiando i tuoi su una terra diversa.

4- La routine mi uccide – Interrompere la quotidianità è la medicina contro la noia per antonomasia, abbiamo bisogno di sentire profumi nuovi, abbiamo bisogno di far emergere lo spirito nomade sepolto in fondo al nostro essere, dobbiamo lasciar trapelare la nostra ribellione e manifestarla nel modo più sano e positivo possibile: viaggiando. C’è chi il viaggio lo vive come una fuga, (va bene anche questo) chi invece come una catarsi, chi invece come una ragione di vita. Perché non possiamo essere degli automi sveglia_lavoro_casa_letto and repeat.

5- Ricordi, esperienze, voglio viverle e custodirle – Collezionare ricordi, immagini anche solamente mentali, cambiare punto di vista, rubare dal mondo la linfa e conservarla per i momenti bui è il motore del viaggiatore, non si viaggia per comprare souvenir, non si viaggia per comprare oggetti o per spuntare il prezzo migliore da un berbero al mercato, si viaggia per tatuare sulla nostra pelle, sulla pelle del cuore quelle emozioni che ci faranno compagnia per il resto dei nostri giorni. Si viaggia perché si ha l’esigenza di farlo, si sente il bisogno, è una necessità. Tutto ciò che viviamo viaggiando, che impariamo, che conosciamo, sarà il nostro bastone della vecchiaia, che ci sorreggerà nel tempo e fortificherà le nostre ossa.

di Redazione